
Lotta di negro
e cani
di Bernard-Marie Koltès

diretto ed interpretato da Teatrino Giullare
traduzione di Valerio Magrelli
produzione Teatrino Giullare
con il sostegno di Comune di Bologna, Provincia di Bologna, Regione
Emilia Romagna
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I miei
personaggi hanno voglia di vivere e ne sono impediti, sono degli esseri
viventi che sbattono la testa contro i muri.
Gli scontri con gli altri permettono loro di conoscere i limiti in cui sono
rinchiusi, gli ostacoli da cui la vita è circondata.
Bernard-Marie Koltès
Un’impresa di costruzioni
francese sta lavorando a una gigantesca opera pubblica che mai verrà terminata.
Situazioni di violenza e falsità nei confronti dei lavoratori neri regnano nel
cantiere, in cui, tra l’altro, un uomo è morto e il suo corpo è stato gettato
nelle fogne.
Il capocantiere Horn, l’ingegnere Cal, che odia i neri e ama soltanto il suo
cane, il nero Alboury che, come una presenza vendicatrice, esige il corpo del
fratello, una donna europea, Leone, spaesata.
Storia
esemplare, ambientata nell'Africa nera, "Lotta di negro e cani" vede emergere in
primo piano quattro grandi personaggi teatrali, protagonisti di un razzismo
feroce e di ataviche sofferenze, cui s'intrecciano appassionati tentativi di
comprensione tra popoli di etnia e di cultura diverse.
Una storia di crudeltà senza scampo che giunge ineluttabilmente alla sua tragica conclusione finale.
Teatrino Giullare ne dà una lettura che diventa trappola visuale di ombre, illusioni, simboli, artifici, spiragli di umanità. Gli attori e i loro frammenti, i loro oggetti, si spostano da un luogo all'altro cambiando ruolo, con un procedere ritmato che tenta di restituire le suggestioni dell'Africa nascosta di Koltès nella sua doppia natura claustrofobica e apocalittica.
Una lettura che diventa forma espressiva di una messinscena teatrale che vuole rendere giustizia alla parola e ancor più alla scrittura, regalando lampi di comicità in un dramma carico di tensione, di dolore, di paura, di piacere,

Una macchina teatrale conturbante e delicatissima, quella di Teatrino Giullare, che ancora una volta coglie nel segno con intelligenza e sorprendenti invenzioni „artigianali“. Claudia Cannella, Hystrio
Messa in scena di grande fascino, un meccanismo scenico magnificamente ideato che permette agli spettatori di entrare in un limbo dai contorni stupefacenti. Alan Mauro Vai, Teatro.org
Bello
e intrigante, rende omaggio alla lingua di Koltès.
Simone
Pacini, Il Grido.org
Un esempio unico nel panorama teatrale contemporaneo, difficilmente rintracciabile anche all'estero con esiti affini. Lucia Cominoli, Gazzetta di Modena