

![]()

![]()
Una performance
interpretata e diretta da Teatrino Giullare
Traduzione di Luca Scarlini
Musica originale di Arturo Annecchino
Per la prima volta in Italia una performance sul testo incompiuto che l'autore francese ha dedicato a Coco Chanel.
Gabrielle Chanel, in arte Coco, fascino e temperamento, opposta a Consuelo, la sua domestica. La solitudine, uno dei temi di Koltès, sviluppato con umorismo.
Coco negli ultimi istanti della sua vita, con un ultimo soffio di energia, si confronta con la sua giovane domestica in un dialogo sospeso tra cielo e terra.
Musica originale di Arturo Annecchino piccola messa da requiem senza parole eseguita in scena dall'autore.
Teatrino Giullare ha deciso di costruire lo spettacolo proprio partendo dall'immagine, dalla forza del visivo e dello sguardo, la cura del dettaglio, la vibrazione dei silenzi così palpabili, dall'efficace intreccio di luci e ombre che si proiettano su una scenografia essenziale, sorta di muro che ci impedisce di vedere chi parla al di là. E mentre malinconiche note suonate da un pianoforte all'estremità della scena rompono il silenzio e l'attesa iniziale, vediamo apparire la sagoma di Coco e la sua immancabile sigaretta in mano. Si definisce già la sua sicura personalità, la sua raffinata eleganza, il suo gusto inequivocabile. Si delinea finemente nei dialoghi con Consuelo, sospesi e vagamente visionari, scanditi dalle due voci così diverse, l'una ruvida l'altra dolce e melliflua, entrambe appartenenti alla medesima bravissima attrice. Francesca Sacco, Aprileonline
È un'interprete straordinaria a dar voce a entrambe le donne: arrochita e rabbiosa quella di Coco, cinica e irriverente quella di Consuelo. Ma le due voci - è questa l'invenzione scenica dello spettacolo - giocano a nascondersi, non lasciando mai intuire la loro provenienza. Chanel è un'ombra, poi un manichino, infine una maschera su un corpo sdraiato sotto le lenzuola dell'ultimo letto. Il quadro della scena porta memoria di un atelier, ma reso squallido e disadorno, per via dei fiori morti, dei busti e dei manichini in disordine. Le luci, gialle, fioche, domestiche, funeree, interrompono il buio, accompagnano e talora dirigono il ritmo dei dialoghi. Carlo Titomanlio, Pisanotizie.it
Coco
di Bernard-Marie Koltès
tre frammenti di un testo rimasto in stato di progetto